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Credits: Johannah Doll on Flickr

Senza cosa?

Nella formulazione dei nostri prodotti abbiamo escluso alcune sostanze che, seppur non incriminate dalla comunità scientifica internazionale, presentano a nostro parere elementi di dubbia utilità.

Le ragioni che ci hanno portato ad escludere questi ingredienti non hanno validità scientifica in quanto non corredate dalle dovute sperimentazioni. Abbiamo però scelto di escluderli in quanto anche il contrario, ossia la loro efficacia, riteniamo non essere sufficientemente comprovata.
Ci siamo basati sulla nostra sensibilità e su quella dei nostri consulenti che hanno approvato e condiviso la scelta, nonché sul parere di dermatologi che si fanno portatori di messaggi d'avanguardia.
Non è stato semplice, ci siamo complicati la vita in fase di formulazione dei prodotti, ciononostante abbiamo seguito il nostro cuore e abbiamo creato una linea cosmetica HUMAN & ANIMAL Friendly. Il risultato valutatelo voi :)

Ecco le nostre scelte:

OLI MINERALI

NO

PETROLATI

NO

SILICONI

NO

PARABENI

NO

ETANOLAMINE

NO

PEG

NO

SLES

NO

FRAGRANZE*

SI

FTALATI

NO

COLORANTI SINTETICI

NO

MUSCHI POLICICLICI

NO

GRANO/GLUTINE

NO

OGM

NO


*100% essenze naturali


Inoltre

NO - Ingredienti di origine animale
NO - Test su animali del prodotto finito (vietati dalla direttiva Europea n. 2003/15/CE)
NO - Test su animali dei singoli ingredienti (vietati dalla direttiva Europea n. 2003/15/CE)
SI - Tutti gli ingredienti NON di origine animale e (prevalentemente) di derivazione biologica
SI - Amore, passione, fiducia e condivisione




Petrolati, Olii Minerali, Vaselina, Paraffine

(Petrolatum, Mineral Oils, Vaseline, Paraffinum Liquidum): si tratta di ingredienti che hanno un alto potere filmante e donano un’immediata sensazione di morbidezza e levigatezza dopo l’uso. Sono costituiti da sostanze oleose che impermeabilizzano l’epidermide esercitando un’azione antidisidratante; così facendo, però, impediscono la normale traspirazione della pelle e, quindi, una corretta ossigenazione. Ciò si traduce nella possibile occlusione dei pori e consequenziale formazione di punti neri ed imperfezioni.

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Siliconi

(Cyclomethicone, Cyclopentasiloxane, Cyclohexassiloxane, Dimethicone): le caratteristiche che li rendono così noti e usati sono molte, prima fra tutte la loro capacità di non penetrare nella pelle evitando allergie. A differenza delle creme vegetali, i siliconi non ungono, conferiscono alla pelle una sensazione di morbidezza e sofficità, sono idrorepellenti ed aumentano l’effetto dei filtri solari. L’uso dei siliconi va a sostituire gli emollienti vegatali che hanno, invece, la particolarità di nutrire in profondità la pelle a differenza dei siliconi che, come già detto, non vengono assorbiti. Il mancato assorbimento va a creare una sorta di pellicola che può ostacolare la libera traspirarazione della pelle ostruendo i pori. A lungo andare la pelle può quindi seccarsi, diventare asfittica, squamosa e ricoperta da punti neri ed imperfezioni. Stessa cosa vale anche per i capelli. I siliconi rivestono il fusto del capello rendendolo, soltanto a prima vista, setoso e lucente ma, come per la pelle, anche essi sono destinati a diventare stopposi, aridi e secchi.

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PEG e PPG

(Polyethylene Glycol e Polipropylene glycol): sono polimeri sintetici derivati dall’ossido di etilene, un gas velenoso. Per merito della loro notevole capacità di penetrare negli strati più profondi della pelle, vengono utilizzati come "veicoli" per legare parecchie molecole utilizzate nei cosmetici, fungendo quindi da trainanti per altri ingredienti. Possono causare dermatiti e allergie da contatto in alcuni individui.

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Parabeni

(metyl-, ethyl-, butyl-, benzyl-, propyl-, paraben): i parabeni sono composti organici appartenenti alla classe dell’acido paraidrossibenzoico da cui deriva il nome. Sono noti per le loro proprietà antibatteriche e funghicide. I parabeni fanno parte di un vasto gruppo di sostanze chimiche denominate xenoestrogeni o “disruttori ormonali”, sostanze estranee all’organismo capaci di imitare gli estrogeni che sono potenti stimolanti della crescita e della possibile trasformazione maligna delle cellule mammarie. Come altri xenoestrogeni, i parabeni una volta nei tessuti umani possono rimanervi per decenni, agire indisturbati e provocare malattie anche a distanza di 20-30 anni.

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SLS e SLES

(Sodium Lauryl Sulfate, Sodium Laureth Sulfate): sono tensioattivi, sostanze necessarie per diminuire la “tensione”, ovvero l’adesione delle particelle di sporco e di grasso in eccesso, permettendone la rimozione con l’acqua. Molto conosciuti nella comunità scientifica per essere causa di irritazioni cutanee, aumentano inoltre l’assorbimento di altri elementi chimici il che potrebbe portare ad un maggiore assorbimento di conservanti, fragranze, additivi, coloranti, ecc. Non esiste letteratura scientifica che dimostri la tossicità del SLS e dello SLES; ampia è invece quella relativa agli effetti indesiderati che essi possono provocare. Ciò non autorizza a considerare necessariamente pericolosi i prodotti che contengono SLS o SLES, visto che molto dipende dalla loro concentrazione, dalle altre sostanze contenute e dal tempo di contatto con la pelle; è importante sottolineare, però, che si tratta di due tensioattivi la cui azione sgrassante, se non bilanciata dalla presenza di altri tensioattivi più delicati, potrebbe essere troppo energica. Inoltre, non va dimenticato che non è obbligatorio specificare le percentuali di tensioattivi presenti nel prodotto sulle etichette, ragione per cui non si può conoscerne la concentrazione.

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Ethanolamine

(DEA, TEA, MEA): è un liquido incolore oppure un alcol cristallino che viene utilizzato come solvente, emulsione e detergente. Se trovato in prodotti che contengono nitrati, può scatenare una reazione chimica che genera nitrosamine, potenzialmente cancerogene. Anche in formulazioni che escludono i nitrati. La “DEA” può, altresì, irritare la pelle e le membrane mucose.

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Coloranti sintetici

Vengono utilizzati per garantire una colorazione uniforme ai prodotti, sopratutto quelli che contengono estratti vegetali (suscettibili di variazioni di colore tra un raccolto e l’altro). Costano molto meno dei coloranti naturali ma sono additati per essere sospette sostanze cancerogene. Al momento non vi sono studi certi che lo dimostrino ma è meglio evitarli. I coloranti naturali sono distinti in una tabella internazionale (Colour Index) e sono classificati con numerazione da 75.000 a 75.999.

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Ftalati

(Diethyl Phthalate DEP): l’unico ftalato impiegato nei cosmetici venduti in Europa è il Dietilftalato (DEP), aggiunto in piccole quantità ai prodotti con lo scopo di rendere amaro e, quindi, imbevibile, l’alcool etilico eventualmente presente nella composizione del cosmetico. Il Dietilftalato è stato esaurientemente studiato e il suo impiego è stato giudicato sicuro nei prodotti cosmetici. Infatti, l’esposizione dei consumatori a questo composto attraverso i cosmetici è notevolmente inferiore ai livelli riconosciuti pericolosi per la salute umana. Tuttavia, vi sono studi che confermano la correlazione tra l’esposizione agli ftalati e problemi legati alla riproduzione. Nonostante tali studi prevedano che le sostanze incriminate debbano essere presenti a concentrazioni molto elevate per causare i suddetti problemi, è meglio non utilizzarne.

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Muschi Policiclici

(HHCB galaxoside, AHTN tonalide): i muschi sintetici possono essere suddivisi in tre classi principali: nitro muschi aromatici, composti policiclici di muschio e composti macrociclici di muschio. I primi due gruppi hanno trovato ampio utilizzo nell’industria cosmetica e dei detergenti. Tuttavia, la rilevazione dei primi due gruppi chimici in campioni umani e ambientali, nonché la loro cancerogenicità ha avviato un dibattito pubblico sull’utilizzo di questi composti ed ha portato ad un divieto o una riduzione del loro uso in molte regioni del mondo. La ricerca ha indicato che questi composti non si disperdono nell’ambiente, possono accumularsi nel corpo umano e possono abbattere le difese immunitarie contro le altre esposizioni chimiche tossiche. I composti di muschio macrociclici dovrebbero sostituire gli altri due tipi, in quanto ritenuti maggiormente sicuri.

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Alcol

(Alcohol): l'alcool è un solvente utilizzato come conservante oppure per estrarre principi attivi vegetali. Più precisamente, si tratta di alcool etilico o etanolo, di derivazione vegetale, che non va confuso con altri alcoli (cetearyl alcohol, myrisyl alcohol, cetyl alcohol...) che sono sostanze dalle caratteristiche completamente diverse. L’etanolo uccide i microorganismi denaturando le loro proteine e dissolvendo i loro lipidi, pertanto risulta efficace contro molti batteri, consentendo di evitare i conservanti sintetici; tuttavia, essendo un denaturante delle proteine, sgrassa eccessivamente la pelle, rendendola arida e spenta per cui se ne sconsiglia un uso eccessivo, soprattutto nelle zone più delicate, come il contorno occhi e le aree intime.

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Wheat/OGM

L'estendersi a macchia d'olio delle intolleranze al glutine e la rapida espansione dei derivati OGM, troppo veloce perchè si possa valutarne i possibili danni a cascata, ci hanno convinto ad escluderli con attenzione dalle nostre formulazioni.

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